Le domande più frequenti nei colloqui di lavoro: “Che cosa l’ha spinta a candidarsi?”

Pubblicato da Alessandro Cench il

Una delle strategie più efficaci per affrontare con successo un colloquio è quella di prepararsi alle domande che vengono poste con maggiore frequenza dai selezionatori.

Se nell’articolo della settimana scorsa mi soffermavo sul classico “Mi parli di Lei”, oggi voglio presentarti un altro quesito che ricorre spesso nelle interviste. Quale? Sto parlando della formula “Che cosa l’ha spinta a candidarsi?” e delle sue diverse varianti.

Vediamo allora alcune possibili risposte e i principali errori da evitare.

 

Che cosa l’ha spinta a candidarsi?

Con questa domanda il selezionatore vuole indagare le ragioni che ti hanno portato ad inviare la candidatura e approfondire la tua motivazione. Anche se può sembrare un quesito banale, la risposta va studiata con cura. La strategia ovviamente cambia a seconda che tu abbia già un’occupazione o meno. Ecco come.

 

Come rispondere se sei alla ricerca di un lavoro

Se sei alla ricerca di un lavoro, il mio consiglio è quello di illustrare in dettaglio che cosa ti ha portato a scegliere l’azienda alla quale ti presenti. Le spiegazioni possono essere molteplici, ma due vanno per la maggiore: il profilo della società per la quale ti candidi e la posizione offerta. Una risposta convincente dovrebbe ricomprendere entrambi i motivi.

Per quanto riguarda il primo, è importante dimostrarsi informato sull’azienda e spiegare il perché ti piacerebbe farne parte. In questo caso internet è una miniera di informazioni alle quali attingere per impostare al meglio la tua risposta. Il prestigio della società, le certificazioni conseguite, i riconoscimenti ottenuti, ecc. sono tutte opzioni valide a cui fare riferimento per fornire una replica convincente. Inoltre ti permetterà di evitare uno tra gli errori più comuni al colloquio, che illustro in questo articolo.

In merito al secondo, è opportuno che sottolinei quali sono le caratteristiche che ti rendono la persona più “giusta” per ricoprire quel ruolo. Il segreto è fare riferimento a tutte le tue esperienze pregresse, lavorative e non, che sono coerenti con la posizione ricercata.

Del tutto controproducenti sono invece risposte del tipo: “Ho mandato centinaia di curriculum in giro, voi siete i primi ad avermi risposto”. Potrà sembrare incredibile ma ho sentito pronunciare parole simili dai candidati in più di un’occasione. Anche se, come ho scritto in questo articolo, è fondamentale essere sinceri al colloquio, un eccesso di schiettezza come questo è assolutamente da evitare. Potrà anche corrispondere a verità, ma certo non trasmette l’interesse per l’offerta di lavoro a chi è intenzionato ad investire su una nuova risorsa. Un po’ di eleganza non guasta.

 

Come rispondere se stai già lavorando

Se stai già lavorando, la replica al quesito ‘che cosa l’ha spinta a candidarsi?’ dovrebbe contemplare il motivo che ti porterebbe a cambiare azienda.

E’ in ogni caso opportuno impostare la prima parte della risposta spiegando il perché ti piacerebbe fare parte dell’azienda per la quale ti stai candidando. Come visto sopra, anche in questo caso ti raccomando di fare riferimento all’interesse per l’azienda e per il ruolo offerto.

In seconda battuta va chiarito il motivo per cui saresti disposto a lasciare il tuo attuale datore di lavoro, qualora la selezione avesse esito positivo.

Anche in questo caso la sincerità è importante, ma lo è altrettanto dosarla. Ad esempio, fare un lungo elenco degli aspetti negativi della tua attuale occupazione potrebbe rischiare di farti apparire una persona polemica e negativa. Puoi invece concentrarti sul motivo principale che ti spinge a cambiare, ponendoti in maniera costruttiva. Come? Anziché lamentarti che non ti è stata data possibilità di crescita, puoi riferirti alle opportunità di miglioramento professionale che il nuovo ruolo potrebbe offrirti.

Ciò premesso, se la ragione principale che ti porta a cercare un nuovo impiego è per te irrinunciabile, meglio dichiararlo apertamente. Per esempio, stai cercando di cambiare lavoro perché hai bisogno di un orario lavorativo che non termini oltre le 18:00, è importante comunicarlo al selezionatore. Allo stesso modo, se vuoi trovare un nuovo lavoro perché desideri una retribuzione maggiore del 30% di quella che percepisci, è altrettanto opportuno farlo presente. In questo modo metterai subito in chiaro quali sono le condizioni sulle quali non vorrai trovarti a trattare in caso di esito positivo della selezione.

 

L’arma segreta

Le aziende ricevono mediamente migliaia di curriculum all’anno e per una singola selezione le candidature possono essere anche centinaia. In altre parole, la concorrenza è agguerrita. Se vieni chiamato a sostenere un colloquio è importante che trasmetti con chiarezza e convinzione la tua motivazione. E’ quindi fondamentale che ti prepari bene sulla domanda “Che cosa l’ha spinta a candidarsi?”. Come puoi verificare di averlo fatto adeguatamente? E’ molto semplice, rovesciando la prospettiva. Devi solo chiederti: “Se io fossi dalla parte del selezionatore sarei soddisfatto della mia motivazione?”. Se la risposta è sì, sei pronto per sostenerla a colloquio!

Categorie: Il colloquio

Alessandro Cench

36 anni, da sempre appassionato del mondo delle risorse umane. Dopo la laurea specialistica in sociologia e ricerca sociale presso l'Università degli studi di Trento e un'esperienza come ricercatore, ho conseguito un Executive Master in Human Resources Management. Dal 2012 lavoro per una multinazionale altoatesina leader nei servizi di pulizia e di ristorazione collettiva, attiva in Italia, Austria, Germania e Romania, dove oggi ricopro il ruolo di responsabile selezione, organizzazione e progetti HR.

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