Gli errori da evitare durante un colloquio di lavoro

Pubblicato da Alessandro Cench il

Nel corso di centinaia di interviste ho rilevato alcuni errori grossolani, piuttosto frequenti. Delle vere e proprie leggerezze che possono commettere anche i migliori candidati e che rischiano di compromettere il buon esito della selezione. Ecco i principali errori che ti consiglio di evitare durante un colloquio di lavoro:

 

1. Rivolgerti con il ‘Tu’ al selezionatore

Il colloquio di lavoro è quasi sempre un’occasione formale. Per questo motivo è bene utilizzare la forma di cortesia e dare quindi del ‘Lei’ al selezionatore. Questo a meno che non ti venga esplicitamente richiesto di dare del ‘Tu’ oppure che tu conosca chi conduce l’intervista (in questo caso meglio concordarlo prima). E’ importante rispettare la regola del “Lei” anche se chi ti seleziona si dimostra particolarmente amichevole, oppure è più giovane. Dare del “Tu” al selezionatore potrebbe infatti indurlo a pensare che tu possa riproporre questo comportamento in future situazioni lavorative, magari ancor più delicate, pregiudicandone il risultato. E’ quindi un errore piuttosto madornale.

 

2. Dimostrarti impreparato sull’azienda

Un altro scivolone abituale riguarda la conoscenza di datti e fatti della società presso la quale ci si propone per un colloquio. Non sono un sostenitore delle interrogazioni durante l’intervista, ma è importante che tu abbia chiaro di che cosa si occupa l’azienda e qual è il settore di riferimento. Questa è infatti una conditio sine qua non per presentarsi in azienda, utile anche per ridurre l’ansia pre-colloquio come illustro in questo articolo. L’assenza di tale prerequisito trasmette un senso di disinteresse che potrebbe costituire da solo motivo di esclusione dalla selezione. Un errore altrettanto comune è quello di manifestare stupore durante i passaggi principali della presentazione aziendale, magari con l’intenzione di dimostrare interesse. Tuttavia, qualora le informazioni illustrate siano relative a fatti noti e ben evidenziati sul sito della società (prodotti, servizi, ecc.), il messaggio implicito che arriva al selezionatore è quello di non essere preparati sull’azienda.

 

3. Non guardare negli occhi chi ti sta parlando

Come ho già avuto modo di sottolineare, guardare negli occhi il tuo interlocutore è un’evidenza importante di attenzione e interesse nei suoi confronti. Non farlo durante il colloquio può ingenerare  nel selezionatore una serie di congetture sull’atteggiamento del candidato che portano quasi sempre a considerazioni non propriamente positive: chiusura, timidezza, mancanza di fiducia in sé stessi, ecc. Allo stesso modo è opportuno mantenere il contatto visivo con tutte le persone che ti intervistano, soprattutto mentre sei tu a parlare.

 

4. Interrompere l’intervistatore

La foga di mostrarti brillante e pronto alle risposte dei tuoi intervistatori può indurti in un altro errore, meno pericoloso dei precedenti, ma comunque da evitare: quello di interrompere il tuo interlocutore, magari in un classico esempio di eccesso di zelo. Anche in questo caso le ipotesi che il selezionatore può trarre sulla base di questo atteggiamento sono per lo più negative: scarsa capacità di ascolto, poca pazienza, tendenza ad imporsi, ecc. Viceversa ascoltare con attenzione chi ti sta parlando ti consente non solo di calibrare al meglio l’eventuale risposta ma anche, in alcuni casi, di raccogliere ulteriori informazioni sull’azienda e sulla sua cultura.

 

5. Entrare in sfida con il selezionatore

Nel corso della mia carriera professionale ho potuto rilevare come alcuni candidati considerino il selezionatore come una persona che vuole metterli a tutti costi in difficoltà e finiscano con il prendere di petto il colloquio, entrando in una sorta di sfida con l’intervistatore. Per quanto riguarda la mia personale esperienza, niente di più sbagliato. Chi ti colloquia ha ritenuto il tuo curriculum idoneo al profilo ricercato e si è preso del tempo per approfondirlo. Ha quindi tutto l’interesse e la speranza che tu ti riveli la persona giusta, in modo che possa chiudere il prima possibile la selezione. Il mio consiglio è quindi considerare chi ti seleziona come il tuo più prezioso alleato.

 

Buon colloquio!

Categorie: Il colloquio

Alessandro Cench

36 anni, da sempre appassionato del mondo delle risorse umane. Dopo la laurea specialistica in sociologia e ricerca sociale presso l'Università degli studi di Trento e un'esperienza come ricercatore, ho conseguito un Executive Master in Human Resources Management. Dal 2012 lavoro per una multinazionale altoatesina leader nei servizi di pulizia e di ristorazione collettiva, attiva in Italia, Austria, Germania e Romania, dove oggi ricopro il ruolo di responsabile selezione, organizzazione e progetti HR.

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