Gli errori da evitare durante un colloquio di lavoro/2

Pubblicato da Alessandro Cench il

Un buon modo per prepararsi a sostenere un colloquio di lavoro è quello di prendere consapevolezza dei principali errori da evitare.

Nella prima parte di questo articolo ne ho illustrati 5 tra i più diffusi. Quali? Scoprili cliccando qui.

Oggi voglio presentarti altri 3 errori che ricorrono con frequenza durante le interviste e alcuni consigli su come gestirli.

 

1. Non disattivare la suoneria del cellulare

Lasciare il cellulare con la suoneria attivata è una delle sviste più frequenti che i candidati commettono durante i colloqui di lavoro. Si tratta di un errore piuttosto banale ma che è meglio evitare. In primis perché quello dell’intervista è un momento di particolare concentrazione, che la suoneria di un telefonino rischia di spezzare. In secondo luogo perché l’immagine che il candidato trasmette in queste situazioni è tutt’altro che positiva. Certo, nella maggior parte dei casi non si tratta di un evento capace di compromettere di per sé il buon esito di un colloquio. Ma è bene comunque disattivare qualsiasi tipo di suono o vibrazione.

Un altro errore diffuso è quello di non impostare la modalità silenziosa dopo che il telefono ha già “squillato” la prima volta. La singola interruzione può essere gestita dall’intervistato come dimenticanza e accompagnata da scuse. Le successive no.

Ancor più imperdonabile è invece rispondere alla telefonata, anche se fosse solamente per dire “sono impegnato, ti richiamo”. Denota mancanza di rispetto, oltre all’incapacità di riuscire a liberarsi per poco tempo dai propri impegni, professionali o privati che siano. In estrema sintesi, l’ansia da reperibilità non è solitamente una carta vincente da giocare con il tuo futuro potenziale datore di lavoro.

Se proprio non puoi fare a meno di tenere attivata la suoneria perché sai che potresti ricevere una chiamata urgente (un parente in ospedale o simili), è importante che lo dichiari all’inizio dell’intervista. In questo modo il selezionatore saprà che si tratta di un caso di vera emergenza e si eviteranno reciproci imbarazzi.

 

2. Mostrarti polemico

Un altro errore madornale da cui ti consiglio di stare alla larga è quello di mostrarti polemico. Che sia verso il tuo attuale datore di lavoro, quello precedente, o altre persone con cui ti sei trovato a collaborare, poco importa. Essere critico o addirittura offensivo, non solo non ti metterà in buona luce ma potrà diventare motivo di esclusione dalla selezione.

La ragione è molto semplice: a nessun selezionatore interessa raccogliere sfoghi su quello che poteva essere e invece non è stato. Inoltre, in questi frangenti i candidati tendono a porre l’accento su mancanze altrui, con la tendenza, involontaria o meno, a deresponsabilizzarsi. Infine, un atteggiamento aggressivo non è solitamente in linea con il profilo ideale del valido professionista.

Con questo non sto sostenendo che qualsiasi tipo di valutazione negativa debba essere del tutto bandita dal colloquio. Anzi, ci sono dei casi in cui è addirittura necessario palesarla. Ad esempio, per spiegare perché hai deciso di interrompere dopo solo poche settimane un rapporto di lavoro con un’azienda. In una situazione come questa il mio consiglio è quello di circostanziare i fatti e di mantenere un atteggiamento comunque positivo. Supponiamo che il motivo del cambiamento sia stato dovuto al mancato rispetto da parte della società di quanto promesso in sede di assunzione. In questo caso è più che opportuno dichiararlo, evitando però commenti polemici e attenendosi a quanto accaduto. E’ opportuno chiarire bene questi passaggi, anche se l’ideale sarebbe comunque quello di non entrare troppo nel dettaglio, a meno che non sia richiesto.

Un altro esempio: ipotizziamo che la ragione del cambio lavoro sia stata originata da un ambiente di lavoro conflittuale. Potrai chiarire come il clima aziendale non fosse per te dei migliori, in virtù del tuo orientamento relazionale e dell’importanza che attribuisci ad un luogo di lavoro positivo. In questo modo avrai anche l’occasione di trasmettere al selezionatore quali sono gli aspetti per te importanti in un contesto lavorativo.

 

3. Essere prolisso o eccessivamente sintetico

Dilungarsi troppo nelle risposte o replicare in maniera molto stringata sono due eccessi che andrebbero evitati durante un colloquio. Nel primo caso rischi di non far arrivare al selezionatore i concetti chiave che intendi comunicargli, annegandoli in un mare di parole. Nella seconda ipotesi l’intervista potrebbe tramutarsi in un interrogatorio. In entrambe le circostanze il risultato più probabile è quello di spazientire il tuo interlocutore.

 

Come evitare questi errori?

Mettere a tacere il cellulare è un’operazione semplicissima. Se hai paura di non ricordartene nell’agitazione pre-colloquio, imposta una sveglia o un promemoria 15 minuti prima dell’intervista. In questo modo sarai sicuro di non dimenticartene.

Può diventare più complesso, invece, fornire una risposta che sia al tempo stesso sintetica ed esaustiva, evitando sempre qualsiasi forma di polemica.

L’arma segreta è, anche in questo caso, prepararsi. Prova a rispondere alle possibili domande che ti verranno poste quel giorno definendo un tempo massimo e cronometrandoti. Ovviamente il tempo di replica dipende dal quesito e non esiste uno standard. Se tendi ad essere molto sintetico cerca di elaborare risposte che durino almeno un minuto o due. Viceversa se sei una persona loquace, un ottimo esercizio può essere quello di non superare i due, massimo tre minuti.

Buon colloquio!

Categorie: Il colloquio

Alessandro Cench

36 anni, da sempre appassionato del mondo delle risorse umane. Dopo la laurea specialistica in sociologia e ricerca sociale presso l'Università degli studi di Trento e un'esperienza come ricercatore, ho conseguito un Executive Master in Human Resources Management. Dal 2012 lavoro per una multinazionale altoatesina leader nei servizi di pulizia e di ristorazione collettiva, attiva in Italia, Austria, Germania e Romania, dove oggi ricopro il ruolo di responsabile selezione, organizzazione e progetti HR.

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