Curriculum shock: ecco perché è meglio scrivere un CV sintetico

Pubblicato da Alessandro Cench il

Curriculum shock

Meglio scrivere un curriculum dettagliato, riportando la descrizione di tutte le esperienze svolte, o un CV sintetico, in cui soffermarsi solo sugli aspetti essenziali? Il tema è complesso e dibattuto.

Pro e contro

Nel primo caso il vantaggio principale è di poter riportare tutto ciò che si ritiene importante comunicare per presentarsi al meglio. Il limite, tuttavia, è di fornire troppe informazioni al selezionatore, con il rischio di apparire prolissi o, peggio, di non essere letti fino in fondo.

Nella seconda ipotesi il pro più evidente è di valorizzare e trasmettere solo le informazioni giudicate rilevanti per la posizione alla quale ci si candida. Il pericolo potrebbe essere quello di omettere – in maniera non consapevole – dati che avrebbero potuto fare la differenza agli occhi del selezionatore.

Il dilemma

Il dilemma è molto simile a quello che avevo già trattato in questo blog: meglio un formato Europass o un CV personalizzato? In entrambi i casi ciascuna delle due strade implica diversi pro e contro e ogni situazione andrebbe contestualizzata e valutata con attenzione.  A seconda della selezione, infatti, potrebbe essere preferibile ricorrere ad una soluzione anziché ad un’altra.

La soluzione

Detto questo, in linea generale e sulla base della mia esperienza posso dirti che è preferibile orientarsi un curriculum sintetico. Soprattutto in Italia e, in particolare, alla luce del periodo che stiamo vivendo, caratterizzato dall’emergenza legata alla diffusione del virus Covid-19. Vediamo perché.

Curriculum shock

Per spiegare meglio la mia posizione voglio prendere in prestito dal marketing il concetto di ‘Content shock’ elaborato da Mark Schaefer.  Questa situazione si verifica nel momento in cui l’esponenziale crescita del numero dei contenuti proposti raggiunge e supera la capacità umana di fruirli.

Ciò premesso, quello che è ipotizzabile che accada al momento della ripresa post emergenza è che si realizzi un forte aumento della disoccupazione. È quanto evidenziato dalle prime analisi dell’impatto del Covid-19, tra cui quella realizzata dall’Organizzazione Internazionale del Lavoro (OIL). In questo scenario, in cui mai come prima l’offerta di lavoro sarà esponenzialmente maggiore della domanda, è possibile che si realizzi un “Curriculum shock”. Premesso che il curriculum rimane ancora lo strumento più utilizzato per presentare la propria candidatura è intuibile che le aziende verranno presto raggiunte da un numero senza precedenti di CV. In questa situazione sarà quindi sempre più importante riuscire a distinguersi.

Ecco perché un curriculum conciso, chiaro ed efficace – di una pagina o massimo due – potrà fare la differenza agli occhi di un selezionatore. Ma questa non è che una sola valida ragione per privilegiare l’essenziale. Ve ne sono anche altre che in parte ho già trattato e che richiamerò – sinteticamente (appunto!) – qui di seguito.

Perché è meglio scrivere un curriculum sintetico

Un CV essenziale e curato nella grafica permette a chi legge di individuare subito le tappe più significative del tuo percorso formativo e professionale. Può inoltre essere utile per trasmettere la tua capacità di sintesi. Questo non significa omettere informazioni rilevanti. Ricorda che un buon curriculum dovrebbe essere personalizzato per la posizione alla quale ci si candida. Se ritieni che lo spazio non sia sufficiente puoi trovare un’utile soluzione nella lettera di motivazione o di accompagnamento alla candidatura. È il contesto ideale per aggiungere tutte quelle informazioni che reputi più interessanti per completare la candidatura. Anche in questo caso, ovviamente, sii conciso.

Infine, un ultimo suggerimento. Numerose ricerche hanno evidenziato come il tempo riservato alla prima analisi di un curriculum spesso non superi il minuto. È quindi importante che tu sia incisivo.

Un esercizio utile può essere quello di sostituirti per un attimo al selezionatore: come valuteresti il tuo CV?


Alessandro Cench

36 anni, da sempre appassionato del mondo delle risorse umane. Dopo la laurea specialistica in sociologia e ricerca sociale presso l'Università degli studi di Trento e un'esperienza come ricercatore, ho conseguito un Executive Master in Human Resources Management. Dal 2012 lavoro per una multinazionale altoatesina leader nei servizi di pulizia e di ristorazione collettiva, attiva in Italia, Austria, Germania e Romania, dove oggi ricopro il ruolo di responsabile selezione, organizzazione e progetti HR.

2 commenti

Federica · 20 Aprile 2020 alle 6:11 pm

L’articolo è molto interessante ma la stesura di un cv credo sia la cosa più difficile da fare in considerazione del fatto che dentro le parole scritte ci sono pezzi di vita che sarebbe meglio raccontare. Tuttavia credo che orientare il cv sulla base della candidatura per la posizione lavorativa scelta, possa essere un modo per dichiarare competenze che non si posseggono solo per rendere ”attraente” il cv stesso.
Questo porta il rischio per il selezionatore di intervistare un soggetto che potrebbe far perdere tempo.

    Alessandro Cench · 1 Maggio 2020 alle 6:24 pm

    Grazie Federica per il tuo commento! Quando scrivo di personalizzare il CV per la posizione alla quale ci si candida resta sottinteso che le competenze/esperienze dichiarate effettivamente si posseggano. Altrimenti, come dici tu, si rischia solo di perdere tempo, non solo da parte del selezionatore ma anche del candidato. È importante al tempo stesso essere sinceri e riuscire a valorizzarsi.

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