La foto nel curriculum: consigli ed errori da evitare

Pubblicato da Alessandro Cench il

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Come spiegavo nel mio precedente articolo, il mio consiglio è quello di evitare di inserire la foto nel curriculum, salvo specifici casi.

Tuttavia, qualora decidiate o dobbiate inserire la vostra immagine, è essenziale tenere presenti 5 elementi fondamentali ed evitare alcune ingenuità.

 

1. Inquadratura

E’ opportuno che scegliate una foto professionale, preferibilmente in primo piano – o al massimo a mezzo busto – e sempre centrata. Il primo piano ha il grande vantaggio di non essere costretti a scegliere una posa particolare e di non dover pensare troppo all’outfit e allo sfondo. L’importante è che non si utilizzi un primissimo piano, ma che il volto sia ritratto per intero.

Assolutamente vietati i ‘selfie’ e ritagliare foto in cui siete palesemente in compagnia di altri. Un esempio molto diffuso è quello delle foto scattate il giorno della laurea, corredate di coroncina d’alloro e un pezzo di guancia del parente/amico/partner di turno che fa capolino nel riquadro. Sono consapevole che il giorno di laurea possa rappresentare uno dei momenti più soddisfacenti e felici ma, in questo caso, quello che rischiate di comunicare al selezionatore è che non avevate voglia di perdere tempo per fare una foto più appropriata.

 

2. Espressione

Nella foto è bene assumere un’espressione sorridente, anche accennata: è un chiaro segnale di apertura e disponibilità verso chi lo osserva, universalmente compreso e che trasmette positività. Il segreto è quello di cercare di essere il più possibile spontanei mentre si sorride, ricordandosi di coinvolgere anche gli occhi. Eviterete così il rischio di creare nel selezionatore la sinistra sensazione di trovarsi di fronte un volto sorridente con gli occhi sbarrati.

Anche l’espressione neutra può andare bene, mentre sono assolutamente da scartare altri tipi di mimiche facciali.

 

3. Abbigliamento

L’abbigliamento deve essere curato e appropriato al tipo di posizione per la quale vi volete candidare (ne parlo anche in questo articolo). Solo per citare due esempi, se vi candidate per una posizione nel settore bancario un outfit elegante e formale sarà sempre gradito, mentre se vi proponete per un lavoro nel settore del design, potete sicuramente azzardare un po’ di più e giocare con abbinamenti e colori.

 

4. Sfondo

Lo sfondo dev’essere neutro, sobrio o comunque che permetta al vostro viso di risaltare. So che possono apparire precisazioni scontate e banali, ma ho visto più di un ‘selfie’ scattato davanti allo specchio di casa (con particolari dell’abitazione annessi), così come non dimenticherò mai – in termini ovviamente negativi – la foto del candidato sul balcone di casa, con i bidoni della raccolta differenziata a fare da cornice.

L’ideale sarebbe quello di ricorrere all’aiuto di un professionista o comunque di una persona che abbia dimestichezza con la fotografia, ma non è indispensabile e, soprattutto, attenzione a non esagerare: a meno che non vi candidiate per il mondo dello spettacolo o simili, sono da evitare foto palesemente ritoccate con Photoshop, con sguardo sognante rivolto verso l’infinito e un paesaggio tropicale sullo sfondo.

 

5. Attualità della foto

Ricordatevi infine che la vostra foto deve essere recente, soprattutto se negli ultimi anni la vostra fisionomia è mutata o se ultimamente avete cambiato look. La regola è chiedersi: la foto che ho sul CV mi ritrae ed è somigliante all’immagine che vedo oggi nello specchio? Eviterete così l’imbarazzo di trovarvi davanti ad un intervistatore spaesato che al vostro arrivo vi guarda con aria interrogativa: potrete quindi concentrarvi sulle tecniche per iniziare al meglio un colloquio di successo.

In conclusione, se dovete inserire la vostra foto nel CV o comunque siete convinti che possa aumentare le chance di essere invitati ad un colloquio, cercate di utilizzare un’immagine coerente con il profilo per il quale vi candidate. E ricordate: sobrietà è la parola d’ordine!


Alessandro Cench

36 anni, da sempre appassionato del mondo delle risorse umane. Dopo la laurea specialistica in sociologia e ricerca sociale presso l'Università degli studi di Trento e un'esperienza come ricercatore, ho conseguito un Executive Master in Human Resources Management. Dal 2012 lavoro per una multinazionale altoatesina leader nei servizi di pulizia e di ristorazione collettiva, attiva in Italia, Austria, Germania e Romania, dove oggi ricopro il ruolo di responsabile selezione, organizzazione e progetti HR.

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