L’arte di cercare lavoro – Le cinque domande essenziali (parte 1)

Pubblicato da Alessandro Cench il

Cercare lavoro è un’attività che richiede tempo, energie ed ingegno. Per i motivi che inizierò ad esporre in questo e nei prossimi articoli del blog, sono convinto che essa possa essere assimilabile ad una vera e propria arte.

Durante il mio percorso professionale ho appreso quella che considero essere una semplice quanto importante lezione: premesse non chiare e/o corrette pregiudicano con buona probabilità il risultato finale.

Per tale ragione chi si trova alla ricerca di un’attività lavorativa deve innanzitutto porsi alcune domande, magari scontate, ma alle quali è importante dare una risposta per avere piena consapevolezza della propria meta, in modo da raggiungerla in tempi rapidi.

Spesso questo non accade e se parlate con chi si occupa di selezione – specialmente chi lavora nei centri per l’impiego e nelle società di somministrazione – potrebbe raccontarvi una vasta aneddotica sulle persone che non sanno rispondere alle domande che seguono:

Domanda 1 – Perché sto cercando lavoro?

Questo interrogativo può suonare scontato e banale ma non lo è poi così tanto se si pensa alle possibili risposte che possono scaturire. Solo per citare le più comuni:

1. perché sono disoccupato;

2. perché ho un contratto in scadenza che non mi verrà rinnovato;

3. perché ho appena concluso gli studi ed intendo raggiungere la mia indipendenza economica;

4. perché l’attuale lavoro non mi soddisfa;

5. perché voglio trovare il lavoro dei miei sogni.

 

Le condizioni economiche della persona alla ricerca di un lavoro ovviamente rappresentano una variabile fondamentale, che incidono sul fattore tempo e hanno rilevanti effetti sulla risposta al secondo interrogativo che è fondamentale porsi, ovvero:

Domanda 2 – Quale tipo di lavoro sto cercando?

Se sono disoccupato, non ho altre forme di introito e nessuno che mi sostiene è assai probabile che la risposta sarà “qualsiasi lavoro che mi permetta di sostentarmi, da iniziare il prima possibile”.

Qualora non ci si trovi in questa o altre situazioni simili, è bene riflettere a fondo sulla risposta, in quanto dovrete basare su di essa la vostra strategia di ricerca. Il punto di partenza ideale sarebbe avere già chiaro uno o più ruoli che si vorrebbero andare a ricoprire.

Se non avete un’idea precisa, è importante che vi concentriate su quali caratteristiche vi piacerebbe che avesse il vostro lavoro e quali invece vi metterebbero in difficoltà, in modo da escludere determinate professioni.

Ad esempio, una delle prime distinzioni è capire se preferite il lavoro manuale o quello di concetto. Nel primo caso andremo quindi ad escludere una buona parte dei lavori impiegatizi.

Se invece ve la cavate bene con il PC, non avete problemi a rapportarvi al telefono con qualsiasi interlocutore ma detestate trasferte e viaggi e la relazione a tu per tu vi crea qualche imbarazzo, sarete sicuramente più a vostro agio in un’attività di back-office piuttosto che in quella commerciale.

 

Il tema del viaggio introduce un terzo quesito fondamentale:

Domanda 3 – In quale area geografica sto cercando lavoro?

Anche questa sembra una domanda banale ma credetemi, non lo è. Prima di cercare un lavoro dovete avere ben presente quanto la geografia possa per voi costituire un vincolo o meno.

Se, per esempio, conoscete l’inglese e siete disposti a trasferirvi, potete dare alla ricerca un ampio raggio. In questa situazione darete presumibilmente più importanza al ruolo: se abitate a Roma e vi interessa lavorare in ambito marketing potete potenzialmente candidarvi in Italia così come in qualsiasi paese in cui la lingua richiesta sia quella inglese.

Se, viceversa, avete dei vincoli di varia natura che vi tengono legati al luogo in cui abitate, dovrete capire bene quanti chilometri sarete disposti a percorrere, magari ogni giorno. Sebbene questo possa rappresentare da un lato un ostacolo, dall’altro può aiutarvi a concentrare le vostre energie per la ricerca di lavoro in un’area ben definita.

A questo proposito vi consiglio vivamente di delimitare con attenzione i confini geografici, per massimizzare i vostri sforzi: la ricerca in un’area troppo vasta potrebbe portarvi ad ampliare troppo gli orizzonti e farvi perdere nella giungla degli annunci. Tenete inoltre presente che i colloqui via Skype o simili generalmente vengono riservati ad una prima scrematura delle candidature; se proseguite oltre la selezione, vi verrà con ogni probabilità chiesto di fare un colloquio di persona recandovi presso la sede dell’azienda. Ciò significa che dovrete sostenere anche dei costi di viaggio, che raramente vi verranno rimborsati dal vostro potenziale futuro datore di lavoro (alcune aziende utilizzano questa pratica che tuttavia in Italia è poco diffusa).

 

L’importanza della risposta alle domande 2 e 3 può essere ulteriormente chiarita citando un esempio concreto che si presenta con una certa frequenza a coloro che si occupano di selezione e che può essere sintetizzato nell’ipotetico dialogo seguente:

Selezionatore: “Che lavoro sta cercando?”

Candidato: “Qualsiasi”

Selezionatore: “Ok. Potrebbe andare bene un lavoro di tipo manuale?”

Candidato: “No, preferirei un lavoro d’ufficio”

Selezionatore: “Ok. Se fosse un lavoro di back-office commerciale?”

Candidato: “Quello mi potrebbe interessare”.

Selezionatore: “La sede di lavoro sarebbe a 50 km da qui”.

Candidato: “No, è troppo lontano”.

Un dialogo simile, per quanto sintetizzato, non è troppo lontano dalla realtà di tanti altri che mi sono stati riportati da colleghi che lavorano nelle risorse umane. In questo caso il rischio principale è quello di irritare chi vi sta davanti: un pessimo affare dato che è la persona che dovrebbe aiutarvi a trovare lavoro.

 

Concludendo è importante che siate consapevoli del raggio di spostamento massimo e delle mete raggiungibili, tenendo presente anche le vostre possibilità/abitudini di viaggio (a piedi, in bici, in macchina, con i mezzi pubblici, ecc.) e degli eventuali costi che dovrete eventualmente affrontare, per non trovarvi poi in imbarazzo in un secondo momento ed evitare spiacevoli sorprese.

 

L’articolo continua! Leggi  L’arte di cercare lavoro – Le cinque domande essenziali (parte 2)


Alessandro Cench

36 anni, da sempre appassionato del mondo delle risorse umane. Dopo la laurea specialistica in sociologia e ricerca sociale presso l'Università degli studi di Trento e un'esperienza come ricercatore, ho conseguito un Executive Master in Human Resources Management. Dal 2012 lavoro per una multinazionale altoatesina leader nei servizi di pulizia e di ristorazione collettiva, attiva in Italia, Austria, Germania e Romania, dove oggi ricopro il ruolo di responsabile selezione, organizzazione e progetti HR.

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